Come curare gli attacchi di panico
  • 17.12.2019
  • 0

Come curare gli attacchi di panico

Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. Le crisi di panico possono insorgere in qualsiasi luogo e momento. Sono caratterizzati da una forte sintomatologia fisica (ansia somatica) tale da indurre la persona che ne fa esperienza per le prime volte a pensare di essere sul punto di avere un infarto, di morire o di impazzire.

La caratteristica essenziale di questo disturbo infatti è la presenza di attacchi ricorrenti e inaspettati. Questi sono seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico.

I sintomi si sviluppano improvvisamente e raggiungono il picco massimo di intensità entro 10 minuti, per poi esaurirsi nell’arco di 20-30 minuti durante il quale, si possono manifestare alcuni o tutti i seguenti sintomi:

• rossore al viso e talvolta all’area del petto;

• capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi;

• parestesie, più comunemente rappresentate da formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso;

• difficoltà respiratoria, tecnicamente definita dispnea o soffocamento;

• aumento della sudorazione oppure brividi, legati a repentini cambiamenti della temperatura corporea e della pressione;

• nausea, sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco o di brontolii intestinali;

• tachicardia o palpitazioni, spesso associati a dolori al torace;

• tremori o scatti.

Gli attacchi di panico se non curati, tendono a persistere e a condizionare la vita quotidiana di chi ne soffre.

La terapia farmacologica, sotto indicazione di uno specialista, in sinergia con la psicoterapia possono agire immediatamente per alleviare il profondo malessere che crea forte disagio alla persona.

Nell’ottica della risoluzione della causa scatenante a livello profondo il trattamento per la cura dell’ansia prevede, insieme ad uno specialista, un lavoro di ricerca e valutazione delle aspettative e degli schemi cognitivi abituali e di una conseguente ricerca di schemi alternativi e più funzionali.

Commenti: 0

Non ci sono commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non puo' essere pubblicato . I campi richiesti sono contrassegnati*